Discarica: l'ultimo schiaffo ai piccoli comuni.
Perché scegliere il 18° posto in classifica e non il 1°?
Dopo anni di attesa, che hanno causato pesanti aumenti delle tariffe, sembra essere arrivato il momento, non più procrastinabile, di individuare il luogo dove sorgerà la nuova discarica della provincia di Macerata a servizio del COSMARI e degli oltre 40 comuni aderenti al consorzio. Una decisione che cade in un momento finanziario drammatico per la società, che si trova a gestire un “debito latente” dovuto ai cosiddetti crediti oltre-PEF (che si stima supereranno i 26 milioni di euro nel 2026), con un’esposizione bancaria del consorzio verso i 40 milioni previsti per il 2027 e il rischio concreto che il conto venga presentato direttamente ai cittadini attraverso pesanti conguagli nelle bollette TARI.
A primo acchito si potrebbe festeggiare, potremmo iniziare a preparare le bottiglie da stappare in prospettiva di un prossimo brindisi collettivo. Invece, emerge dai corridoi della politica e dagli articoli di stampa quanto la politica marchigiana e maceratese sia mossa più dal rancore che dalla effettiva voglia e necessità di risolvere i problemi. È proprio analizzando i siti che si vorrebbero scartare dalla rosa degli oltre 22, indicati dal comitato tecnico, che si comprende come al centro non ci siano gli interessi dei cittadini, ma l’interesse malsano di comitati elettorali che, evidentemente, contano più di ogni ragionevole riflessione. Dalle voci fondate di corridoio, infatti, emerge sempre più la volontà di stringere su due siti: Loro Piceno e Pollenza.
Qualcuno dirà: cosa c’è di male? La risposta semplice direbbe: tutto. Ma io voglio analizzare perché tutto ciò è sbagliato e assurdo. Basti guardare la graduatoria oggettiva stilata dalla Politecnica delle Marche: i siti tecnicamente migliori si trovano a Macerata (al 1° e 5° posto) e a Camerino (2° posto), mentre la scelta di Loro Piceno, che si trova solo al 18° posto su 22, appare del tutto priva di logica tecnica.
Partiamo dal dato politico che è, tra l’altro, oggetto di diversi interventi sulla stampa. Entrambi i comuni sono amministrati da sindaci che si sono esposti in alternativa al governo provinciale di destra. Uno di essi si è candidato, sebbene da indipendente, con il sostegno del centrosinistra maceratese, in antagonismo al candidato alla provincia dello schieramento di destra, “l’uomo di Acquaroli”. E questo è solo il primo indizio di un regolamento politico di conti, non proprio degno del Paese in cui viviamo.
Passando alla lista dei comuni, Loro Piceno e Pollenza non solo sono gli unici due comuni dove la destra governativa è all’opposizione, ma sono anche tra i comuni più piccoli. Loro Piceno è al 18° posto tra i siti più idonei e Pollenza ha già dato molto come territorio nell’ospitare strutture di trattamento dei rifiuti. Altro indizio è che comuni più grandi come Macerata e Recanati hanno più siti inseriti in quell’elenco, ma non vengono presi in considerazione. Un dato curioso: mentre si cerca di colpire i piccoli centri, il Comune Capoluogo si muove per blindare il proprio territorio. La giunta di Macerata ha infatti richiesto alla Regione di istituire una Zona di Protezione Speciale (ZPS) in contrada Botonto-Cervare, proprio dove ricadono i siti indicati come idonei dai tecnici, al fine di renderli intoccabili.
Ultimo elemento da denunciare è la dislocazione. Realizzare una discarica a Loro Piceno significherebbe distruggere un’intera vallata, oltre alla contrada Salsaro Ete. Parliamo di un’area agricola di pregio dove sono insediate aziende produttrici di eccellenze come il vino cotto. Qui i protagonisti sono giovani agricoltori ed enologi, tra cui uno tornato addirittura dall’estero per investire nel territorio curando le vigne come gioielli, solo per trovarsi oggi a ricevere lo schiaffo di una possibile discarica proprio sopra i propri terreni. Una scelta che appare assurda anche perché la vallata del Fiastra vedrebbe riversarsi su di sé centinaia di automezzi in un’arteria viaria già in difficoltà, oltre al suo difficile collegamento al resto del territorio provinciale.
A chi gioverebbe questa scelta, quindi? Non sicuramente ai cittadini, ma in fondo il peso elettorale di 2.000 abitanti è sacrificabile, così come quello eventuale dei 6.000 di Pollenza, perché i piccoli comuni non hanno mai contato nulla, se non, come beffa, alle scorse elezioni provinciali, dove grazie ad essi il nuovo Presidente della provincia di Macerata si è accaparrato la vittoria.
Se la politica volesse fare gli interessi dei cittadini sceglierebbe, nella rosa, i luoghi più collegati tra quelli inseriti nella lista degli idonei, riducendo le spese di trasporto, evitando di congestionare intere vallate e di distruggere le risorse dell’entroterra. Se volesse fare gli interessi dei cittadini, sceglierebbe il comune con il maggior numero di abitanti, perché eticamente sarebbe più giusto che chi più produce debba assumersi l’onere maggiore della gestione dei rifiuti.
Oggi, però, la politica sembra essere altro.


