Governare non è comandare: la lezione degli italiani al Referendum
Chi ha perso davvero?
“Ha vinto il No perché la sinistra ha alzato i toni e l’ha politicizzato.”
“Ha vinto la sinistra.”
“Ha perso la destra.”
“Ha perso il Paese.”
“Non era un voto sulla Meloni.”
“Era un voto sulla Meloni.”
Queste sono le tante frasi che in questi giorni si rincorrono sui social, tutte cariche del tifo da stadio che ormai affligge la politica. Ma siamo sicuri che queste analisi bastino a spiegare cosa sia successo davvero nel profondo?
Partiamo dal dato: al referendum costituzionale sulla giustizia del 22–23 marzo 2026, gli italiani hanno bocciato la riforma. Il No ha prevalso con una percentuale di circa il 54%, mentre il Sì si è attestato intorno al 46%.
Era una riforma che riguardava l’organizzazione della giustizia; incideva sulla separazione delle carriere, sul CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) e sulla valutazione dei magistrati. Come tutte le riforme costituzionali, per essere approvata definitivamente in Parlamento necessitava di una maggioranza qualificata (i due terzi). Essendo stata approvata solo a maggioranza assoluta, l’approdo al referendum è stato inevitabile.
Una riforma che tocca le “regole del gioco” andrebbe approvata in Parlamento cercando un accordo con l’opposizione. Lo suggerisce la natura stessa della nostra Costituzione.
L’Italia è spesso afflitta dalla mania dei “pieni poteri”, dalla ricerca dell’uomo, o della donna, forte al comando. I partiti non sono più radicati nel territorio come un tempo, ma si sono trasformati in comitati elettorali dove il leader decide tutto, persino i candidati-eletti. Il vincitore spesso diventa vittima di se stesso, comportandosi come il capo di una monarchia.
E quando chi governa si sente invincibile, evita il confronto e approva i provvedimenti con la sola forza della propria maggioranza, la legge finisce inevitabilmente al giudizio dei cittadini. Quando una norma è scritta male, o quando i cittadini sentono dire tutto il contrario di tutto in campagna elettorale, la sconfitta è quasi scontata.
Infatti, hanno perso.
Chi ha perso davvero? Chi pensa che governare significhi comandare. Su questo gli italiani, a volte in ritardo, non hanno mai perdonato nessuno.


