Il Peso del Consenso: Anatomia di un’Elezione Ponderata
Tra poche settimane diverse province andranno al voto. Sono elezioni complesse perché di “secondo grado”: a votare sono solo i consiglieri comunali e i sindaci in carica, e solo i Sindaci possono candidarsi alla presidenza.
Il meccanismo è tutto nel voto ponderato: il peso della preferenza cambia drasticamente a seconda del comune di appartenenza. A Macerata, i dati ufficiali dell’Ufficio Elettorale per questa tornata del 2026 parlano chiaro:
Fascia Azzurra (fino a 3.000 abitanti): 31 punti
Fascia Arancione (3.001-5.000): 93 punti
Fascia Grigia (5.001-10.000): 198 punti
Fascia Rossa (10.001-30.000): 301 punti
Fascia Verde (oltre 30.000): 466 punti
Un consigliere di Macerata o Civitanova vale quanto 15 consiglieri di un piccolo comune. Una sproporzione assurda se pensiamo che i piccoli comuni presidiano la stragrande maggioranza del territorio provinciale.
In questa elezione i populismi contano poco. Valgono la reputazione, i partiti e la capacità di costruire consenso nei corridoi. Nulla si improvvisa: qui il voto lo danno i “tecnici” della politica che non agiscono di pancia. Una chicca di approfondimento: il corpo elettorale non sarà al completo; Muccia è esclusa dal calcolo perché commissariata, mentre Montecassiano perde il suo voto più pesante poiché il sindaco è decaduto dopo l’elezione in Regione.
Le dinamiche maceratesi A Macerata, dove appena 8 comuni valgono il 57% dei voti, le amministrazioni sono per la stragrande maggioranza di centrodestra. In campo due sfidanti: Gentilucci, blindato dal Presidente della Regione e, con molti mal di pancia, dai partiti di centrodestra; e Paoloni, candidato indipendente sostenuto dal PD e da diverse civiche trasversali.
Fuori dagli accordi l’associazione politica di Provincia al centro, con due consiglieri provinciali in carica, che ha deciso di non sostenere ufficialmente alcun candidato, lasciando libertà di scelta ai propri aderenti. Una mossa che rende l’esito ancora più imprevedibile.
La Provincia ha temi vitali sul tavolo: la nuova discarica con il rischio di tariffe salate, la gestione dell’acqua pubblica e una viabilità che negli ultimi anni è sembrata concentrata solo sui territori di pochi eletti. Niente discussione sulle tematiche, ma solo posizionamenti politici. Nel segreto dell’urna, cosa accadrà?


